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Luminosa, Gilda Manso

La protagonista femminile di Luminosa è una donna molto affermata di poco più di quarant’anni. Fausta ha realizzato il desiderio di essere a capo dell’azienda paterna che produce jeans e maglieria. Per molti anni, non si è sentita pronta per la maternità. E ci sono stati episodi tragici nella sua vita, che l’hanno distolta dalla vita matrimoniale e genitoriale. Nelle ore più fonde e cupe della notte, qualcuno bussa alla sua porta e le lascia un ovetto con una bambina dormiente di dieci mesi. C’è anche una lettera anonima, che le affida il compito di tenere e crescere la creatura. Inizia così il ritratto di Fausta, disegnato da Gilda Manso in nove capitoli disposti – altrettante tavole a olio di un retablo dal tratto sicuro, fluido e limpido – attorno alla tela centrale: qui campeggia la maternità desiderata e biologicamente irrealizzabile, eppure arrivata per vie imprevedibili, e legalmente inconcepibili, sul tappeto d’ingresso dell’imprenditrice di successo della città. Il presente delle scelte da compiere (tenere o no la bambina? Chiamare la polizia? Cosa raccontare ai parenti e alla città?) si snoda semplicemente, passo dopo passo, grazie all’amica Victoria e all’ex compagno, Cristóbal, come il compimento di una profezia che ha le sue premesse nel passato e nei desideri di futuro. La narrazione classica della Manso introduce il lettore in uno spazio antistante le finestre della casa di Fausta: lì, poggiamo le braccia, la testa su una mano, per assistere alla rappresentazione di una favola realistica, capace di sciogliere i grumi e le concrezioni delle volontà umane fallibili in un disegno di grazia tutta laica. Le parole e il ritmo del racconto, proprio come la bambina che arriva di notte, sono essi stessi apportatori di luce: vediamo espanderla, dal nostro davanzale, pagina dopo pagina, fino a ricoprire e riscoprire ogni accadimento, ogni scelta.


Traduzione e postfazione di Antonella Di Nobile.
Titolo originale dell’edizione in lingua spagnola: Luminosa (Milena Caserola, Buenos Aires, 2016).
Accedi alla pagina dedicata del libro.

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